I Mortali tour: 4 motivi per vedere Colapesce e Dimartino in concerto

Oggi vi racconto perché vale la pena andare a vedere almeno una data del tour I Mortali di Colapesce e Dimartino. Li ho visti live il 5 settembre all’Auditorium Parco della Musica di Roma, era la mia prima volta e sono tornata a casa piacevolmente sorpresa, se volete sapere perché, non vi resta che leggere.

1. I Mortali: se le ipotesi fossero germogli io le innaffierei dando dignità a queste parole d’acqua

Il primo motivo per cui vi consiglio di andare ad un loro concerto è semplicemente la validità del loro progetto discografico, I Mortali, che merita di essere supportato.

Personalmente conoscevo Colapesce e Dimartino più come autori, che come solisti, ma questo progetto a quattro mani mi ha subito incuriosito. Una collaborazione dettata da amicizia, stima, affinità e cose da raccontare, non certo, come spesso accade, da interessi commerciali.

I primi singoli di questo lavoro, Adolescenza nera e L’ultimo giorno, sono arrivati a fine gennaio, poi è stata la volta di Rosa e Olindo e Luna Araba feat. Carmen Consoli. Quattro brani che hanno iniziato a delineare i tratti di una narrazione precisa. Il disco, posticipato causa lockdown, è uscito il 5 giugno e ha svelato i tasselli mancanti di un racconto, schietto quanto poetico, che vi consiglio di ascoltare, se non l’avete già fatto.

Immagini scattate durante il live di Colapesce e Dimartino all'Auditorium Parco della Musica di Roma. Disegno luci essenziale ma coinvolgente. Quando essere essenziali paga.
I mortali tour: 4 motivi per vedere Colapesce e Dimartino in concerto

2. Che splendida bufera

La seconda motivazione, come suggerito dal ritornello del brano d’apertura Adolescenza nera, la “bufera” di emozioni generate dalla serata. I nuovi arrangiamenti dei pezzi hanno lasciato subito intravedere come questa veste fosse in grado di fare emergere la parte più viva di un disco interessante ma che, soprattutto inizialmente, può risultare difficile da scardinare.

Le vibrazioni restituite dalla performance live hanno fatto si che dalle tracce del disco fuoriuscissero in maniera naturale tutte le emozioni racchiuse tra le note, restituendo quella tridimensionalità propria del fermento vitale.

Per fare questo si sono avvalsi di un solo musicista aggiuntivo, il polistrumentista KWSK Ningia, e hanno diviso il live in due parti, una più strutturata musicalmente e l’altra più acustica. Una chiara scelta di campo, quella della semplicità, che ritroviamo anche nel disegno luci, essenziale ma strutturato ed efficace, e nell’unico elemento scenografico (una sfera) che ha funto da amplificatore di effetti visivi diventando poi protagonista sul finale.

Una splendida atmosfera che si è protratta per tutta la durata del concerto, nei brani del nuovo disco ma anche nei pezzi dei loro repertori solisti come Totale, Satellite, Restiamo in casa, Ti attraverso (Colapesce), I Calendari, Feste comandate, Giorni buoni, Non siamo gli alberi (Dimartino).

Sul bis, ad impreziosire i suoni già vivi, è arrivato il tocco riconoscibile di Roberto Angelini, un esempio di come sia possibile prelevare l’ascoltatore dal mondo de I mortali per trasportarlo in un altrove fluttuante. Angelini non lo troverete in tutte le date ma meritava comunque una menzione data la qualità della sua arte.

3. Ti regalerò un estintore per le paranoie

La terza motivazione è l’ironia, quella che emerge già dai testi. Un umorismo, il loro, che arriva dritto senza troppi giri di parole, fuoriesce dai brani e pervade la scena.

Anche in questo caso la piega che avrebbe preso la serata è stata subito chiara, già dagli abiti: completo spezzato per entrambi, pantaloni celesti e giacca rosa per Colapesce, l’esatto contrario per Dimartino. Arriva puntuale, nel mezzo del quarto pezzo, uno sketch che culmina nello scambio di giacca per ripristinare l’ordine.

Nei brani Cicale e Il prossimo semestre la musica scorre intervallata da dialoghi esilaranti che diventano parte integrante del live.

Restando in tema, un altro momento divertente è arrivato sul finale in cui, la sfera di sfondo è diventata protagonista per un’uscita a scomparsa. Anche qui l’autoironia è stata la cifra stilistica scelta che ha permesso di strappare un’ultima risata.

4. Ti dedicherò un pensiero al giorno

Quarta e ultima motivazione per andarli ad ascoltare live è la poesia che riescono a stanare anche lì dove nessuno la vede. Rosa e Olindo, brano che ha chiuso il concerto, ne è l’esempio: una storia di morte, una strage, ma anche una storia d’amore che persiste alle atrocità, così la definiscono i suoi autori.

La versione live di questo brano è stato, a mio avviso, uno dei momenti più toccanti della serata, un’intensità inaspettata, soprattutto visto il posizionamento in scaletta, ma che ha chiuso in maniera perfetta un concerto al di sopra delle aspettative.

Una Luna Araba ci prende e ci trascina dentro l’acqua trasparente

Visto che ormai per questa tornata estiva del tour sono rimaste solo due date, Palermo e Catania, vi do un quinto motivo bonus per comprare un biglietto: vederli nella loro terra, una Sicilia che attraversa musica e parole di questo album.

Proprio in Luna Araba, il brano che racconta di più la Sicilia, Colapesce e Dimartino ci dicono che cercare di stare bene è un istinto primordiale. In questo loro concerto ci regalano due dei modi migliori per farlo: ridere e cantare.

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