Vi racconto la rivoluzione del 70° Festival di Sanremo

Tra poche ore si accenderanno ufficialmente i riflettori sulla 70° edizione del Festival di Sanremo, la prima del decennio, quella che dovrebbe proiettarci nel futuro della musica italiana. Finché non ascolteremo i 24 brani in gara non sapremo se Sanremo 2020 riuscirà nell’intento, sicuramente promette di farci fare un tuffo nel passato per ricordare la strada fatta fin qui. Questi 70 anni hanno raccontato il nostro Paese come solo le canzoni sanno fare e quelle che transitano per il Festival di Sanremo, che ci piaccia o no, sono quasi sempre lo specchio degli anni che viviamo.

Sanremo2020
Sanremo 2020

In questi settimane giornali, radio, web e tv ci hanno raccontato i retroscena di questo festival che, ancor prima di iniziare, ha fatto discutere, ha alzato polemiche e polveroni, ha fatto indignare chiunque. Non starò quindi anch’io a parlarvi di Rita Pavone o Junior Cally, di parità di sessi nel 2020 e neanche di quanto sia bello o brutto il cast, se sono qui a scrivere, è per sottolineare una piccola, grande rivoluzione passata inosservata.

Utilizzo il termine “Rivoluzione” perché, a suo modo, questa è un’edizione innovativa,  probabilmente non grazie alla musica (ma ancora non possiamo affermarlo con cognizione) e neanche alla formula di gara o di conduzione, la vera novità, che arriva solo nel 2020, credo risieda nell’inclusività di questa edizione. Per la prima volta in 70 anni di storia l’evento mediatico più importante d’Italia sarà accessibile a tutti, sarà possibile seguirlo sottotitolato, come la maggior parte dei programmi Rai, ma anche nella lingua dei segni (Lis).

Sottotitoli, audio-descrizione in diretta e interpretazione dell’intera manifestazione in Lis, potrebbe sembrare una cosa scontata, ma non lo è in un Paese che ancora non riconosce la Lis come una lingua a tutti gli effetti. Mi auguro che questo sia solo il primo passo verso un vero abbattimento delle inutili e insensate barriere che ancora oggi non garantiscono a tutti i cittadini una uguale accessibilità a ciò che ci gira intorno, che sia musica, politica, cinema, arte o attualità.

Forse è un caso che sia proprio un evento musicale a dare il buon esempio, a me piace pensare che sia semplicemente la conferma di quel che ho sempre creduto: la capacità della musica di oltrepassare i confini che l’uomo disegna, abbattere i  muri che, sempre l’uomo, si ostina a costruire per dividere ciò che in natura è un tutt’uno.

Per chi volesse saperne di più, qui potete trovare in dettaglio tutte le informazioni necessarie.

L’augurio che faccio a questa manifestazione per il prossimo anno è di osare ancor di più facendo in modo che tutto sia parte integrante dello spettacolo senza ricorrere all’ausilio di piattaforme esterne, alla fine ce lo insegna Sanremo che Si può dare di più.

A seguire i 24 big in gara ed i relativi brani presentati. Cliccando sul link potrete leggere il testo del brano. Se non conoscete tutti i concorrenti e volete saperne di più potete andare sul canale Instagram del blog oppure sulla pagina Facebook sempre del blog. Che la musica abbia inizio.

Le 8 nuove proposte:

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