Cip!: il semplice cinguettio di Brunori Sas che ha la potenza di un tornado.

In quest’anno che apre un nuovo decennio, il primo articolo di questo 2020 non poteva che essere proiettato al futuro. Per guardare avanti ho scelto di raccontarvi  Cip!, il nuovo album di Brunori Sas, artista sulla scena musicale da ormai dieci anni che, nonostante la lunga carriera, solamente con il terzo lavoro A casa tutto bene è riuscito a catturare l’attenzione di pubblico e critica. Era il 2017, da allora sono trascorsi 3 anni di vita vissuta e ritroviamo un Brunori che punta tutto sulle piccole cose, sulla bellezza senza tempo, sui valori che dovrebbero essere il motore del mondo ma, a conti fatti,  latitano.

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Uscito da ormai una settimana, il pettirosso è volato in vetta alle classifiche di vendita. Anticipato dai singoli Al di là dell’amore e Per due che come noi, Cip! non delude, è l’esatto mosaico in cui inserire i due meravigliosi tasselli che hanno fatto da apripista. 

Vi confesso che ero impaziente di ascoltare questo disco e ho atteso con ansia la mezzanotte (ora in cui ormai tutte le note si svelano) per ascoltarlo. È stato proprio allora che premendo play mi sono trovata catapultata in un incredibile Iperuranio, nella perfezione non solo di idee ma anche di suoni che, a quelle idee, calzano perfettamente. Brunori ci apre la porta e ci dimostra, senza troppi giri di parole, che siamo stati capaci di sporcare un mondo perfetto, che ci siamo distratti così tanto da dimenticare quali siano veramente le priorità. Ci troviamo di fronte ad un arciere che scocca 11 frecce, infuocate e lievi allo stesso tempo, con la certezza di colpire tutti quelli che avranno la (s)fortuna di capitargli a tiro.

Con questo lavoro sembra che Brunori voglia prelevarci dalla nostra quotidianità per offrirci la possibilità di osservare ed osservarci da un punto di vista altro, forse proprio dall’alto, perché solo da lì saranno evidenti le nostre miserie, gli errori e l’unica via possibile. Per questo mi piace pensare che il punto di osservazione esterno sia proprio questo Iperuranio platonico, al di là della volta celeste, regno di idee e perfezione.

Cip! cerca in 39 minuti di riportarci sulla retta via, un semplice cinguettio che ha la potenza di un tornado, la poesia come cifra stilistica perché non serve urlare per sconvolgere.  Non starò a dirvi brano dopo brano che strada prende questo disco, vi lascio degli appunti su cui riflettere e da cui ripartire per cercare almeno di tendere a quella perfezione di cui sopra che, se  è vero che non è umana, è anche vero che dovrebbe essere fonte di ispirazione.

  • Siamo solo di passaggio in questo mondo che c’era prima e ci sarà poi
  • Prendersi cura degli altri ci dà la possibilità di curare le nostre ferite
  • L’unica cosa a cui non c’è rimedio è non essere pronti a ricominciare a vivere ogni volta
  • La capacità di camminare accanto a qualcuno sapendo di trovarlo sempre al nostro fianco ci dà la misura dell’amore
  • Ci fossilizziamo su cose inutili perdendo di vista il bello che la vita ci offre
  • Noi è sempre meglio di Io.
  • Essere umani è speranza e soluzione.

Se vi ritrovate un po’ in queste poche riflessioni, allora iniziate ad ascoltare questo disco, Brunori vi dirà il resto con la schiettezza e la poesia che lo contraddistinguono e che solo lui riesce a far convivere senza stonature. Il poeta del futuro, il nuovo Dalla o De Gregori, non lo so, io credo che questo artista sia semplicemente se stesso, unico oggi nel suo genere e necessario.

Come ogni volta vi lascio la tracklist del disco con le frasi che più mi piacciono di ogni brano:

Il mondo si divide“C’è un universo solo che unisce il cielo e il mare e io stanotte voglio solo respirare. Dividere le cose è un gioco della mente, il mondo si divide inutilmente”

Capita così“Sei ridicolo quando pensi che sei uno su sette miliardi e che tanto comunque oramai è troppo tardi oramai è troppo tardi”

Mio fratello Alessandro“Però tu dormi, adesso dormi ti prego dormi perché gli uomini smettono di essere buoni solo quando si pensano soli, quando perdono di vista la luce che sta in tutte le cose”

Anche senza di noi“E sembra non dover finire mai e invece il mondo girerà anche senza di noi”

La canzone che hai scritto tu“E se le parole che ho scritto non bastano più e se tutto quello che ho detto non ti serve più e se le parole che ho scritto non servono più buttale via e inventale tu”

Andrà tutto bene“E mentre il mio cuore trabocca d’amore all’orizzonte c’è un sole che muore stretto tra il cielo e la linea del mare rosso di rabbia non vuole annegare al soffio del vento che un tempo portava il polline al fiore, ora porta spavento spavento e dolore”

Bello appare il mondo“Bello dovrebbe apparire il mondo anche a te che invece stai sempre incazzato, chissà poi perché”

Benedetto sei tu“Ma è inutile c’è un incendio e stai pisciando contro vento, capita. Prendimi la mano e andiamo verso un mondo più lontano dove troveremo l’uomo, dove troveremo il modo per respirare un po’ , per ritornare umani”

Per due che come noi“Per due che come noi non si son persi mai e che se guardi indietro, non ci crederai. Perché ci vuole passione dopo vent’anni a dirsi ancora di sì e stai tranquilla, sono sempre qui a stringerti la mano. Ti amo, andiamo”

Fuori dal mondo“Noi che siamo contenti anche nei giorni infelici perché quello che muore nutre le radici di questa terra che si sente un poco giù che adesso c’ha la febbre e suda un po’ di più”

Quelli che arriveranno“Achille guarda la luna e in un attimo lo capisce che la vita è una stella cadente che illumina il cielo e poi sparisce ,e subito strizza gli occhi, il desiderio tanto lo sa è sempre lo stesso soffiato nel vento quasi dieci anni fa”

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