In viaggio con la musica: il 2019 nota dopo nota, i brani da riascoltare.

Siamo ormai alla fine di questo 2019 che, almeno in musica, credo sia stato un anno prolifico. Gli album pubblicati da gennaio ad oggi sono stati molti, tra attesi ritorni e nuove scoperte abbiamo trascorso 365 giorni di note, alcune da portare con noi nel 2020. Se seguite queste pagine avrete già un’idea dei nomi e dei titoli che troverete a seguire. Ho ascoltato tanta musica, sicuramente non tutta, e vi lascio i brani che mi hanno trasmesso qualcosa.

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Riavvolgiamo il nastro e torniamo indietro di un anno, i primi giorni di Gennaio ci regalano una collaborazione tanto anomala quanto riuscita, Ermal Meta feat J-Ax con Un’altra volta da rischiare mescolano due generi distanti che alla fine appaiono complementari per un brano che racconta l’amore nella sua imprevedibilità, il suo sottrarsi a regole imposte e luoghi comuni. A prescindere dal quel che se ne dica, l’amore quando arriva sconvolge i piani e ci fa iniziare ogni volta un nuovo viaggio a due per cui vale sempre la pena rischiare.

Febbraio, come ogni anno, porta con sé il Festival di Sanremo e questa 69° edizione ci ha donato, a mio avviso, più di un brano degno di nota. Abbi cura di me di Simone Cristicchi, una vera e propria poesia in musica che merita di arrivare ben oltre i confini di questo anno solare, Rose viole di Ghemon che racconta un punto di vista femminile  come forse neanche una donna sarebbe riuscita a fare, Dov’è l’Italia brano con cui Motta ci mette di fronte allo smarrimento di chi in questa Italia non si riconosce e lo fa senza inciampare in luoghi comuni, Nonno Hollywood di Enrico Nigiotti brano sincero, diretto e, soprattutto, senza tempo. Non cito Argento vivo di Daniele Silvestri solo perché, nonostante sia stato uno dei brani più riusciti di questo Festival, il  suo album di inediti contiene pezzi migliori. E’ di febbraio anche il brano di Ultimo  Fateme cantà, un pezzo coraggioso e diretto. Quel che Ultimo scrive tanti lo pensano e, fosse anche solo per questo, merita una menzione.

Marzo arriva con un singolo commovente che racconta in poche righe un’amicizia che supera, grazie all’amore, una delle prove più difficili. Parlo di Cosa c’è dall’altra parte dei Negramaro, una storia a lieto fine da cantare di nuovo insieme sul quel palco messo in stand by perché “o tutti o nessuno”. Sempre a Marzo Esposito, un cantautore che ho scoperto solo in questo 2019, pubblica il disco Biciclette rubate contenente, su tutti, due brani che meritano almeno un ascolto: Bollani e La casa di Margò. E’ sempre Marzo quando il gruppo Eugenio in via di gioia, che vedrete tra le nuove proposte di Sanremo 2020, pubblica il suo terzo album Natura viva con due brani che vi consiglio di ascoltare: Camera mia e Lettera al prossimo. In quest’ultimo soprattutto centrale è il tema dell’ambiente, caro alla band torinese e di importanza crescente in questo momento storico.

Ad Aprile esce  Figli di nessuno di Fabrizio Moro e i brani che mi sento di scegliere sono il singolo di lancio Ho bisogno di credere, in cui ho ritrovato quel che nella musica ho sempre cercato, e la titletrack Figli di nessuno, pezzo poco considerato dalle radio, che è riuscito a dare voce a chi, se nella vita è arrivato lontano, lo deve solo a se stesso. Un grido che, forse, arriva forte e chiaro solo a chi sa quanto male fanno quelle vesciche e quanto facciano ancor più male le parole di chi ti guarda dall’alto in basso per dirti che non ce la farai. Anche Levante sceglie aprile per tornare, dopo l’anno di stop in cui si è dedicata al suo ultimo romanzo, e lo fa con Andrà tutto bene. Un brano che descrive senza sconti il peggiore dei mondi possibili, quello in cui viviamo. Testo e musica che una volta entrati non escono più dalla testa perché ognuno di noi non può che darle ragione, da qualunque punto di vista si voglia vedere questo presente, la prospettiva sembra pessima e non l’avevamo messo in conto. Sempre ad Aprile arriva Fulminacci un giovane romano che riesce con la sua opera prima a conquistare pubblico e critica, vincerà anche la targa Tenco. Credo sia una delle leve più promettenti del nuovo cantautorato, dal suo disco La vita veramente vi segnalo in particolare Una sera e I nostri corpi.

Siamo a Maggio e, a tre mesi di distanza dalla partecipazione al Festival di Sanremo, esce La terra sotto i piedi, il nono album in studio di Daniele Silvestri. Un disco particolarmente ispirato che arriva alla soglia dei 25 anni di carriera del suo autore e contiene molti brani degni di nota, ne scelgo due su tutti perché sono quelli che hanno fatto vibrare più corde: Concime e Qualcosa Cambia. Due pezzi in qualche modo legati, nel primo la nostalgia di un recente passato che sembra distante anni luce e la necessità di certezze, di quella terra sotto i piedi che non è scontata come sembrerebbe, nell’altro la speranza di recuperare la voglia di combattere insieme per costruire un futuro migliore.

Ad Agosto arriva la fine dell’estate e, finalmente dei tormentoni da spiaggia, ma anche due singoli da inserire tra quelli che ho apprezzato di più: Barrio di Mahmood e Anche se non voglio di Dente. Da un lato il vincitore di Sanremo che si cimenta con un pezzo moderno su una base di chitarre flamenche, una riuscita commistione di suoni, uno stile che è solo suo e una voce che pochi artisti possono vantare, soprattutto nel genere musicale in cui si muove. Dall’altro Dente invece lancia il primo singolo del suo settimo disco in uscita nel 2020, per me una piacevole scoperta.

Settembre ci porta Ex-Voto, il primo lavoro di Aiello che, dopo il successo dei suoi singoli Arsenico e La mia ultima storia, conferma quel che si era intravisto, un modo tutto suo di intendere la musica, una voce utilizzata con sapienza e due brani che in questo disco meritano: Il cielo di Roma e C’è un tempo. Torna a settembre anche Brunori Sas con Al di là dell’amore, un singolo che non si può non inserire tra le cose migliori di questo anno.

Ottobre è per me mese di festa con due tra i dischi migliori di questo anno e, probabilmente, quelli che ho atteso di più: Magmamemoria di Levante e Tradizione e tradimento di Niccolò Fabi. Li inserirei interamente ma, dovendo scegliere, credo che Antonio sia uno dei pezzi migliori di Magmamemoria assieme ad Andrà tutto bene. Per Niccolò Fabi la scelta è ancor più difficile, mettendo da parte a malincuore Io sono l’altro, vi segnalo Scotta e A prescindere da me per il semplice fatto che hanno trovato subito la chiave del mio cuore, spero sia così anche per voi. Arrivano ad ottobre anche il secondo singolo di Dente Adieu, non meno bello del precedente e Il Paradiso di Cordio, altro giovane cantautore che si sta facendo strada. Il suo è un brano toccante e sfido chiunque a non arrivare alla fine con gli occhi lucidi, soprattutto avendo davanti le immagini del video che scorrono.

Novembre arriva con il freddo ma riesce a compensare con dei gioielli in musica. Da un lato la felice collaborazione Mina- Fossati con un autentico capolavoro firmato Ivano Fossati da cui vi segnalo in particolare la delicatissima L’infinito di stelle e Luna diamante colonna sonora de La Dea Fortuna ultimo film di Ferzan Ozpetek. Rimanendo sempre in tema di colonne sonore e, nello specifico, ancora del nuovo lavoro del famoso regista e sceneggiatore di origini turche,  troviamo anche Che vita meravigliosa. Questo brano sarà la titletrack del nuovo disco di Diodato, per cui dovremo aspettare febbraio. Un pezzo particolarmente ispirato che spero regali al suo autore il riscontro di pubblico che merita.

Arriviamo a Dicembre e non può passare inosservato Per due che come noi, il secondo singolo di Brunori Sas. Aspettiamo Gennaio per ascoltare il suo intero album Cip, le premesse, affinché ci lasci senza parole, ci sono tutte.

Questo articolo sarebbe finito ma, non mi sento di non menzionare un disco uscito nel 2018 che, scoperto ad inizio 2019, mi ha accompagnato per tutti questi mesi, l’album è Appunti sulla felicità di Jacopo Ratini ed i brani che scelgo sono la titletrack e Arriverà il momento. Ho scelto questi due perchè mi danno speranza e mi fanno tornare a guardare avanti quando dimentico quel che mi fa sentire viva, sono i miei appunti sulla felicità. Non li troverete nella playlist perchè, come già detto, sono del 2018.

Potete ascoltare qui questi brani in bilico tra indie, pop e cantautorato… generi che alla fine poco contano, la musica è una soltanto, quella che ci parla di noi, che ci dà la possibilità di guardarci dentro per trovare le risposte che non riuscivamo a vedere, che unisce tanti cuori in un unico battito.

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