Magmamemoria: Levante e il suo viaggio nell’anima.

A distanza di quasi tre mesi dalla sua uscita oggi vi parlo di Magmamemoria, il quarto album in studio di Levante pubblicato il 4 ottobre scorso.

Levante è un’artista a 360° che non lascia mai nulla al caso, difatti anche copertina e titolo sono parte integrante di un progetto che va in una precisa direzione, quella della consapevolezza che passato e futuro sono inevitabilmente legati a doppio filo.photo_2019-12-27_21-58-54

Partiamo dal titolo, un neologismo che unisce l’impeto del magma vulcanico ai ricordi di un passato che, se da un lato resta ben saldo dentro chi lo ha vissuto, dall’altro è sempre pronto a risalire a galla a causa delle continue eruzioni a cui la vita ci espone. La copertina ci riporta, in parte, al titolo: rossa come la lava e con al centro un vulcano disegnato dal corpo di Levante.

Magmamemoria è più che un disco, è il manifesto dell’unicità di Levante che, con il suo stile sempre più a fuoco, è riuscita a ritagliarsi uno spazio nel panorama della musica italiana. Ascoltando le 13 tracce che lo compongono la sensazione è che questo album non sarebbe potuto essere diverso da così, ogni suono sembra essere quello perfetto, dall’incedere serrato del ritornello di Andrà tutto bene all’accordo di piano in loop di Arcano13. Con Magmamemoria, dopo un primo momento di disorientamento, quello in cui sai che sei di fronte a qualcosa di bello ma aspetti che ti investa del tutto, ogni brano ha acquistato potenza individualmente e, ancor più, come parte del progetto discografico. Levante in 46 minuti riesce a disintegrare un puzzle perfetto e ricomporlo facendo in modo che una miriade di tasselli si trasformi in un dipinto. Un lavoro di cesello portato a termine con una precisione quasi chirurgica, soprattutto nell’utilizzo di termini e accostamenti sempre azzeccati e mai banali. Un viaggio a ritroso che permette a Levante di ricucire gli strappi dell’anima, quelli che se fingi di non vederli ti lacerano dentro, e di fare pace con tutto ciò che è stato, dolori ed errori compresi. E’ sempre bene ricordare il passato e far si che diventi uno strumento da utilizzare a nostro vantaggio. Per farlo è importante perdonare e perdonarsi, guardarsi indietro con gli occhi di chi sa che tra i tentacoli dei ricordi è facile rimanere incastrati ma senza memoria il futuro non ha la prospettiva che dovrebbe. Quello stretto necessario di cui parla Levante è sicuramente la giusta dose di passato, quella che ci permettere di ricordare chi siamo, le nostre radici, e proiettarci con maggiore consapevolezza nel nostro domani.

I 13 brani potrebbero essere i capitoli di una storia, un racconto in cui 13 microcosmi prendono vita intrecciandosi, ma potrebbero essere vissuti anche come semplici racconti a sè stanti. E’ la consapevolezza disarmante di Magmamemoria ad aprire questo lavoro, un brano che suona come una dichiarazione di intenti: se il passato non ci abbandona allora meglio farci pace. A seguire Andrà tutto bene, pezzo con cui Levante prende una posizione netta nei confronti del momento presente senza perdere l’occasione di sottolineare l’importanza di una memoria, non più personale come nel brano precedente, ma collettiva (I corsi di paura, ricorsi della storia per trattenerci in una morsa senza memoria). In Bravi tutti voi punta il dito sul vuoto attorno al quale si costruisce oggi badando spesso solo alla superficie delle cose, ma sarà sempre e solo il tempo a poter giudicare quel che resterà di questo luccichio. Questa è l’ultima volta che ti dimentico (Leggi qui il post) e Se non ti vedo non esisti  raccontano invece l’essenza dei due libri omonimi scritti da Levante. Lo stretto necessario (feat. Carmen Consoli) e Reali sono il frutto della riuscita collaborazione con gli amici Antonio Di Martino e Colapesce, brillanti cantautori che firmano anche Regno animale. A chiudere l’album le ficcanti Saturno, Rancore, Il giorno prima del giorno dell’inizio non ha mai avuto fine ma, soprattutto Antonio, resoconto lucido e sincero di una storia d’amore, e Arcano13, probabilmente il nodo più difficile da sciogliere, grido d’aiuto e catarsi allo stesso tempo.

Sono sicura che ascoltando questo disco vi ritroverete almeno in uno di questi piccoli preziosi perché sanno di vita, quella che inevitabilmente ci attraversa, molto spesso a prescindere dalla nostra volontà.

Come ogni volta vi lascio la tracklist con le frasi che preferisco di ogni brano:

Magmamemoria: Non era vero tu non muori mai, tu non muori mai, sei dentro di me corri veloce come il presente sei di domani, sei nel per sempre. Non era vero tu non muori mai, tu non muori mai, sei dentro di me, cremisi agli occhi dei giorni di gloria, ecco il tuo nome, ti chiamerai Magmamemoria, lava incandescente dentro me, lavi via le mie speranze”

Andrà tutto bene: “Con che fiducia avanzo un passo dopo l’altro se la speranza è appesa a un filo che sembra un cappio. Incappo in un sacchetto della tua indifferenza in fondo a questa strada hanno già perso la pazienza”

Bravi tutti voi: “C’è confusione dentro alle città, cerco persone e trovo macchine, numeri uno in tutti i campi, menti leggendarie e miniere di diamanti. Le cerimonie alla banalità, se sei mediocre c’è un lavoro per te, l’imitazione dei giganti vacillano i ricordi e scrosciano gli applausi

Regno Animale:ho avuto tutte le notti per moltiplicare i sogni, ripensare a quel che ero, archiviare i ricordi dei giorni perfetti e come nei film c’è una scena finale dove vado di fretta, la mia vita mi aspetta

Reali: “E sembra sempre che ti chieda i miracoli e dell’amore non conosci più i sintomi e mi confondi con il peggio di te, solo il peggio di te e sembra sempre sia una corsa ad ostacoli, se ti rincorro e cado senza mai prenderti e non mi stanco ancora. Voglio di te, voglio il meglio di te

Questa è l’ultima volta che ti dimentico: “Ti aspetto attraversare il cielo come una stella cadente sul mare, che non faccia male, più male. Ah, se ti lascio andare oltre i miei buchi neri chi ti salverà? Lanciato nello spazio, missione distruzione e non ritornerai, eroico cosmonauta, viaggi nelle mie orbite ancora”

Se non ti vedo non esisti:Se non ti vedo non esisti, se non mi vedi non resisti, se non ti vedo non esisti. Francesco, il tempo vola quando stiamo insieme, Francesco, tra le mani solo le preghiere, Francesco c’è ancora posto lì vicino a te, fra poco ti stancherai di sopportare l’attesa estenuante del mio coraggio

Il giorno prima del giorno dell’inizio non ha mai avuto fine: “Così mi dici che mi vuoi bene, che mi vuoi bene, che è la fine ma non del mondo non moriremo, non moriremo. Che ci faccio col tuo ricordo, mi ci pulisco il culo ne farei a meno, a meno che tu non resti qui

Saturno: “Come quando tu davanti a me a cercare di cambiar le stelle, con Saturno nei gemelli potrà piovere per sempre. E poi ti ho ucciso amore, ti ho consegnato il tuo dolore
ed io mi nutrirò del tuo rancore e tu rinascerai senza perdonarmi mai, senza perdonarmi

Rancore: “Dai, come ti perdoni in fretta se gli errori sono solo tuoi, mi ricordi che il rancore non è mai servito a niente e invece è utile saper distinguere l’amore dal rumore, un cuore da un coglione, milioni di parole

Lo stretto necessario: “Nasce tra il cemento un fiore pieno di rabbia, una parentesi di rarità. Dolce come Zagara, la via del ritorno di chi parte e resta sempre qua. Perché ho dovuto perderti per ritrovare il bello di te? Ma proverò a difendere lo stretto necessario che c’è

Antonio: “Antonio, mi fai benissimo. Antonio, mi fai benissimo, bene così. Ma non chiedermi perché è successo, l’amore ti succede senza spiegazioni esci di casa dispari e ritorni pari, minore di tre

Arcano13: “Come è stato possibile? Come è stato possibile non pensarti più? Come è stato possibile? Come è stato possibile continuare a vivere senza di te?

 

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