Niccolò Fabi: Io sono l’altro e la cura dell’ “Egomania”

Oggi vi parlo del nuovo singolo di Niccolò Fabi, il primo estratto dall’album Tradizione e tradimento (in preorder qui) che uscirà l’11 ottobre prossimo per Polydor/Universal Music. Io sono l’altro arriva a poco meno di due anni dal concerto al Palalottomatica (qui ne parlo) con cui l’artista salutava il suo pubblico prima di una pausa non ben quantificata. Era arrivato il momento di fermarsi per riprendere fiato e trovare una nuova strada da percorrere. Un silenzio di 2 anni, 3 dall’ultimo disco in studio, non è esattamente in linea con ciò che impone oggi il mercato discografico, ma è anche vero che il percorso artistico di Niccolò Fabi è andato spesso controcorrente, è stato coraggioso e coerente con se stesso, indipendentemente da tutto il resto. Io sono l’altro si trova esattamente su questa strada, è arrivato all’improvviso nel silenzio della notte, senza far rumore, perché la bellezza non ha bisogno di clamore, se hai occhi per vederla, la trovi e la riconosci subito. E’ bastata una notte e poco più per veder rimbalzare le nuove note di post in post, di storia in storia, di articolo in articolo, di cuore in cuore e non vi nascondo l’orgoglio provato. Quando assisti negli anni alla costruzione di un percorso coerente, onesto e limpido, oltre che di spessore, vederlo premiato in misura maggiore ad ogni passo, ti riempie il cuore di gioia come fosse un tuo risultato.

20190922_040647_0000Io sono l’altro sembra essere l’esatta prosecuzione di Io, brano dello stesso Fabi contenuto in Ecco. Era il 2012 e se non era ancora arrivato il momento di mettere tutti con le spalle al muro, di sicuro la situazione era già matura per delineare i sintomi di una nuova malattia, quella che Fabi nel brano chiama “egomania”.  Un testo, quello di Io, forse sconosciuto ai più ma contenente una diagnosi accurata di un male che a distanza di nove anni sta mostrando i suoi lati più oscuri. Urgeva una terapia e Niccolò Fabi l’ha servita su un piatto d’argento.

Io sono l’altro sarebbe potuto inciampare in una facile retorica invece riesce ad andare oltre e girare il coltello nella ferita aperta di ognuno di noi. Già dalle prime parole sentirete la lama che affonda e più andrete avanti più percepirete il dolore. Non cadete nell’errore di pensare che non vi riguardi perché sono sicura che nessuno di voi può affermare, senza mentire e mentirsi, di non aver mai giudicato qualcuno senza sapere nulla della sua vita. E’ quello che accade ad esempio ogni giorno sui social, luogo in cui ci sentiamo sempre in dovere di esprimere un giudizio su tutto e tutti semplicemente perché non ci piace questo o quello. Nella vita di tutti i giorni non va certo meglio, è facile puntare il dito su chi, a nostro avviso, ci toglie qualcosa o ha qualcosa più di noi. Spesso sottovalutiamo il fatto che siamo tutti potenziali vittime e carnefici.

“Quelli che vedi sono solo i miei vestiti, adesso facci un giro e poi mi dici”, un verso di poche parole che racchiude la cura di cui sopra: è l’empatia la medicina di cui abbiamo tutti un po’ bisogno. Provando a sentirli veramente addosso quei vestiti potremmo scoprire che i panni più scomodi e pesanti sono proprio quelli che magari abbiamo invidiato di più, a volte i sorrisi più belli nascondono i dolori più grandi.

Mi sento di dire ancora una volta grazie a Niccolò Fabi per la tempestività, le parole e per quella misura e sobrietà che da sempre lo caratterizzano. Non oltrepassare il confine potrebbe sembrare  vivere a metà, io credo sia semplicemente vivere senza gli eccessi che spesso fanno perdere di vista quelle piccole cose che della vita sono l’essenza.

Se non li conoscete vi lascio i testi dei due brani e il link per ascoltarli su spotify:

IO – Ascoltala qui

Non sarà mica l'ego l'unico nemico vero di questo universo?
Non sarà certo questo piccolo pronome il centro di ogni discorso?

Io che mi sveglio la mattina presto, io
Io che lavoro sempre tutto il giorno, io
Io sono quello che è nei miei panni
Io sono quello che ogni volta paga i danni
Io solo soffro io solo sono stanco
Io solo cerco di calmare il tuo tormento
Io che mia madre non mi ha mai capito
Io che mio padre non l'ho mai stimato
Io

Non sarà mica l'ego l'unico nemico vero di questo universo?
Non sarà certo questo piccolo pronome il centro di ogni discorso?
Tu non capisci la mia situazione
Tu non rispetti la mia condizione
Tu non ti sforzi non mi incoraggi
Non accompagni mai nessuno dei miei viaggi
Io non mi sento mai gratificato
Io non mi sento mai realizzato
Io sono sempre pronto a perdonare
Io sono sempre pronto a rinunciare
Io

Non sarà mica l'ego l'unico nemico vero di questo universo?
Non sarà certo questo piccolo pronome il centro di ogni discorso?

No, non è un mestiere mio
assomigliare a Dio
per quanto bella sia l'idea
si, si chiama egomania
la nuova malattia
di questa società dell'io
IO SONO L’ALTRO – ascoltala qui
Io sono l’altro
sono quello che spaventa
sono quello che ti dorme nella stanza accanto.
Io sono l’altro
puoi trovarmi nello specchio
la tua immagine riflessa, il contrario di te stesso.
Io sono l’altro
sono l’ombra del tuo corpo
sono l’ombra del tuo mondo
quello che fa il lavoro sporco
al tuo posto.

Sono quello che ti anticipa al parcheggio
e ti ritarda la partenza,
il marito della donna di cui ti sei innamorato
sono quello che hanno assunto quando ti hanno licenziato.
Quello che dorme sui cartoni alla stazione
sono il nero sul barcone,
sono quello che ti sembra più sereno
perché è nato fortunato o solo perché ha vent’anni in meno.
Quelli che vedi sono solo i miei vestiti
adesso facci un giro e poi mi dici.

Io sono il velo
che copre il viso delle donne
ogni scelta o posizione che non si comprende.
Io sono l’altro
quello che il tuo stesso mare
lo vede dalla riva opposta
io sono tuo fratello, quello bello.
Sono il chirurgo che ti opera domani
quello che guida mentre dormi
quello che urla come un pazzo e ti sta seduto accanto
il donatore che aspettavi per il tuo trapianto.
Sono il padre del bambino handicappato che sta in classe con tuo figlio
il direttore della banca dove hai domandato un fido
quello che è stato condannato
il presidente del consiglio.
Quelli che vedi sono solo i miei vestiti
adesso vacci a fare un giro
e poi mi dici

2 risposte a "Niccolò Fabi: Io sono l’altro e la cura dell’ “Egomania”"

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  1. Niccolò Fabi, un grande Artista con una sensibilità fuori dal comune…Tradizione e Tradimento è un album bellissimo e alcuni suoi brani fanno venire la pelle d’oca (Nel Blu per esempio, o anche I giorni dello Smarrimento…). Inoltre nonostante il tempo trascorso E’ NON E’ resta uno dei capolavori non solo di Fabi ma anche della musica italiana di sempre. Pura poesia. Interessantissimo articolo 🙂

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