Biciclette rubate: la poesia non convenzionale di Esposito

Oggi vi racconto Biciclette rubate, l’ultimo album in studio di Esposito, un cantautore di cui non conoscevo nulla (mea culpa) finché i 15” di una storia instagram non hanno azionato la curiosità. Ascoltare una manciata di note e parole sembra nulla invece, se sono quelle giuste, si attiva un meccanismo che ti conduce senza indugio dentro spotify, o similari, per saperne di più e può succedere che te ne innamori. Con Esposito e le sue Biciclette rubate è andata proprio così, ho iniziato ad ascoltarne una, poi un’altra e un’altra ancora, ed eccomi qui a scrivere di un disco per me nuovo, anche se uscito il 22 marzo scorso, e del suo autore che, in un momento storico dominato da musica di facile fruizione, è riuscito a comporre 10 pezzi che non hanno fretta di essere consumati ma vanno assaporati con gusto.

Poesie in musica che raccontano il viaggio dentro l’amore, gli imprevisti, i pensieri, il non detto, le paure, gli smarrimenti e i risvolti inaspettati. Esposito con questo disco riesce a trasportarti dentro le emozioni, ti ritrovi immerso in un flusso di coscienza che nasce, cresce e spesso ritorna lì dove era partito. La sensazione è quella che ti accompagna quando la vista di qualcosa ti porta lontano con il pensiero e, senza accorgertene, sei già in un’altra storia, in un altro luogo, proprio come una bicicletta rubata che non sa dove verrà condotta.

La musica asseconda il flusso di coscienza e si addentra in territori diversi tra loro, elettronici, acustici, comunque ipnotici, che si sposano perfettamente con il suono delle parole e restano piacevolmente fissi in testa.

photo_2019-09-20_16-23-05I pezzi che su tutti mi hanno portato altrove in questo disco sono due:

  • Bollani – un brano che riesce a disegnare una cartolina perfetta di un momento ma anche la sua evoluzione; ciliegina sulla torta è, senza dubbio, l’ideale colonna sonora, come fosse musica nella musica.
  • La casa di Margò – un non luogo essenziale ed unico al tempo stesso in cui è facile ritrovarsi.

Mi sento di sottolineare come la voce di Esposito renda tutto più familiare, il suo timbro particolare e riconoscibile accompagna per mano l’ascoltatore in tutte le stanze di questa casa musicale.

Proprio in questi giorni è uscito il nuovo singolo di Esposito, Guerramondiale, non compreso in questo lavoro ma che sembra esserne la perfetta prosecuzione e ne conferma la sua poesia non convenzionale.

Come per ogni disco vi lascio la tracklist con le frasi che preferisco di ogni brano.

Bollani“camminando contromano sulle rive dell’oceano indiano, forse è questo il paradiso o sono stelle appiccicate sul tuo viso”

Voglio stare con te“come i tramonti che scendono al mare, che più ti guardo e più resto a guardare”

Biciclette rubate“la città lo sa che siamo un mare di sbagli, che voglio soltanto vederti, biciclette rubate nei viali deserti, biciclette rubate”

La casa di Margò“magari basta un fiore da mettere in un libro, è un fragile ricordo per quando starai peggio, per quando ti manca il fiato”

Solo quando sei ubriaca“le parole che perdi per la strada le ritrovi quando ci si richiama tra il silenzio e la sera”

Le canzoni tristi“da domani sarà tutto da scoprire come un altro viaggio, un’altra storia da inventare, la paura di lasciarsi andare”

Diego“il vento stasera mi entra nelle ossa però non cancella questa insicurezza”

L’amore cos’è“ma l’amore cos’è, è che non riesco a fare a meno di te, vorrei scomparire, mandarti all’inferno e poi veder fiorire i tuoi fiori d’inverno in eterno”

Marina di Pisa“mi sa che è il tuo colore che mi porto addosso, si accende con il freddo che fa il naso rosso, da quando ho visto per la prima volta la tua pelle bianca se non c’è mi manca”

Le viole“se il mare fa il mare davvero ci porta via, ci ingoia come la notte. E tu di che cosa hai bisogno? io non ho capito di cosa ho bisogno”

Se non l’avete mai ascoltato schiacciate play 😉

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