Tutto cambia, niente cambia

Oggi vi racconto una storia di amicizia in cui la musica è stata colonna sonora ma anche attrice non protagonista.

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Tutto è iniziato circa due anni fa quando la voglia di fare mia tutta l’adrenalina sprigionata da un live di Ermal Meta è stata più forte di ogni cosa e, armata di coraggio, ho comprato un biglietto.

Nel tempo trascorso tra l’acquisto e il concerto, per mettere a tacere ansie e paure, ho tentato la strada dei social raccogliendo informazioni e trovando dei punti di riferimento.

Il 22 luglio è finalmente arrivato, sono giunta in auditorium in anticipo ed ho iniziato a cercare qualche volto vagamente familiare finché, per caso, ho incrociato gli occhi di chi aveva il mio stesso sguardo smarrito. In due, si sa, si moltiplicano le forze e si dividono le paure così, in poco tempo, a suon di chiacchiere, abbiamo ingannato l’attesa.

Le due ore di concerto, anche se da sola, sono andate ben oltre le aspettative e, carica di quelle emozioni, mi sono diretta verso l’uscita dove, con mio stupore, ho ritrovato ad attendermi quegli stessi occhi che avevo intercettato arrivando. E’ stato così che, tra un commento e l’altro, ritrovandoci nelle emozioni e nelle impressioni positive lasciate dal concerto, dopo un pezzetto di strada insieme, ci siamo salutate e abbiamo fatto ritorno a casa.

Nei giorni successivi il sentimento predominante è stato sicuramente quel senso di nostalgia che ti fa subito desiderare un altro concerto. Ho iniziato così a cercare la data migliore per il bis e la scelta è caduta su un live di fine agosto. Fissato il nuovo appuntamento è iniziata la ricerca di compagnia per la condivisione di quel viaggio e ho finito per trovare nuovamente il supporto di chi, la prima volta, era arrivato all’improvviso con quello sguardo simile al mio. Con il senno di poi, posso dire che senza di fatto conoscerci veramente e senza avere apparentemente nulla in comune se non quella musica, ognuna è stata sicuramente la forza dell’altra senza esserne consapevole.

Da qui, concerto dopo concerto, km dopo km, senza che ce ne rendessimo conto, tutto si è colorato, abbiamo accumulato risate, caffè, aperitivi, treni, alberghi e tanta musica. Nei mesi abbiamo incrociato altri sguardi come i nostri e abbiamo fatto in modo che ci fossero sempre l’uno per l’altro. Per quasi un anno abbiamo riso tanto e di cuore, come forse non ci capitava da tempo, e abbiamo cercato di mantenere quei sorrisi anche quando la vita ha deciso di disseminare il percorso di ostacoli difficili da superare.

A volte ci rendiamo conto che veramente non abbiamo armi e che continuare a  sorridere è l’unico modo per dire alla vita che, comunque vada, non molleremo facilmente la presa. In questa storia molti sarebbero caduti al primo colpo, invece quegli occhi hanno continuato a brillare, ad inseguire sogni e a regalarne perché, come suggeriscono le nostre note, “questa vita è cara e per averne anche solo metà, la si paga intera”.

In questi mesi la musica non si è mai spenta, non sono finiti i km, i treni e neanche le risate. Oggi mi piace pensare che questa storia non abbia visto il suo epilogo 20 giorni fa ma abbia trovato il suo compimento ideale il 20 aprile 2019 nel Forum di Assago, tra quelle stesse note che ci avevano fatto incontrare, in quella grande festa finale, in quel brindisi ideale alla nostra vita migliore e ai sogni realizzati. E’ stata la chiusura di un cerchio, uno di quelli che si riaprirà in mille altri modi e in mille altri luoghi ancora perché, quando qualcosa o qualcuno lascia il segno, vuol dire che una fine non c’è, e che, citando le sue stesse parole, tutto cambia ma niente cambia.

Se quel primo concerto fosse stato appena un anno prima, forse ora non ci sarebbe stata  nessuna storia da raccontare perché, probabilmente, la voglia di fare non sarebbe stata più forte delle paure e quel 22 luglio sarei rimasta a casa. Se fosse andata così, questo luglio non sarebbe stato così triste e questa giornata non si sarebbe portata con sé un vuoto enorme ma io, sicuramente, sarei meno ricca di ricordi, di amore e di vita.

Alcuni leggendo si ritroveranno in questo racconto, altri sapranno dare un volto a quegli occhi e riconosceranno i luoghi. Per la maggior parte di voi questa sarà solamente una storia che si è conclusa prima del previsto e non come avremmo voluto. Spero che in quest’ultimo caso, dopo aver letto, vi rimangano almeno questi pochi e semplici insegnamenti che, anche se vi sembreranno scontati, vi assicuro che non lo sono:

– non date la possibilità alle paure di prendere il sopravvento, perdereste attimi di vita importanti

– vivete i momenti e le persone più che potete.

– non date nulla per scontato perché niente lo è, dare per scontato significa trascurare.

– non pensate di avere tempo, nessuno sa quanta sabbia contiene la sua clessidra, i granelli a disposizione potrebbero finire all’improvviso.

– se costruite qualcosa di bello resisterà, rimarrà nel tempo indipendente dai colpi bassi della vita.

– i problemi veri sono quelli a cui non c’è soluzione.

– seminate sorrisi, sarete ricordati per quelli.

“Stringi la tua stella al petto
Seguila fino al mattino
Un sognatore, sai, non dorme mai
Non muore mai

È stato bello sognare
È stato bello sognare
È stato bello sognare
Sognare insieme”

La vita migliore – Ermal Meta

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