Hope: work in progress.

In questi giorni quello che veramente vorrei, ogni mattina quando apro gli occhi, è un pulsante con sù scritto PAUSA da premere all’occorrenza. Una pausa per non far precipitare le situazioni in bilico, per riprendere fiato, per mettere in ordine le idee, per scegliere una destinazione, per curare ciò che ha valore. Avrei bisogno di un tempo mio per poter arrivare preparata, qualunque cosa accada.

Invece non ho nessun tempo bonus e l’unico pulsante che mi è concesso premere è quello con scritto PLAY iniziando così a scavare nelle note alla ricerca di risposte, direzioni, aria, conforto, speranza. Ascoltare alcune frasi risuonare a ripetizione mi dà la sensazione che veramente “Andrà tutto bene” nonostante io abbia la percezione che questo paese stia attraversando giorni bui. Mi ripeto che “possiamo scegliere il futuro che desideriamo, che siamo la differenza sottile tra vivere e sopravvivere” che “tanto vale farlo uguale, dicono non cambia niente, così non è”. Continuo a cercare quella mano tesa quando “cado contro un mostro più grande di me” e mi rialzo con la convinzione che “in lontananza il cielo è rosa, qualcosa cambia”. Mi sforzo di cambiare le mie stelle ripetendomi “se ci provi riuscirai” perché voglio credere che “arriverà il momento anche per noi che non saremo stanchi di essere noi stessi. Arriverà la gioia di ogni ricompensa perché la sorte gira dove c’è speranza e voglia di cambiare con il sorriso in faccia”.

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Sono solo parole, lo so, ma spesso mi aiutano ad andare dritta sul filo di questi giorni senza guardarmi troppo indietro e senza andare con la testa oltre i miei passi. Sembra facile, ma capita che vivere il presente sia la cosa più difficile che esista. È quando mi fermo di fronte a questa difficoltà che mi chiedo se abbia senso pianificare un futuro di cui non abbiamo certezza oppure restare in un passato che non possiamo più modificare, quando l’unica sicurezza è che “adesso è tutto ciò che abbiamo”. 

Senza pausa e senza risposte, il sorriso rimane l’unica arma per combattere perché, nonostante tutto, “c’è ancora la voglia di farcela, di buttare in aria ogni malinconia sperando che ritorni indietro sotto forma di fantasia”. 

Sorrido e nella testa, ora più che mai, ricorre una canzone che, in fondo, in questi anni non ho eccessivamente amato. Per tutto c’è un momento giusto e, quando arriva quel momento, è la musica che ci viene a cercare e oggi io vorrei tanto avere una buona idea per me, per chi mi è accanto, per questo paese, per poter lasciare a chi sta crescendo un pianeta almeno in pareggio e non in deficit cronico. Si oggi “vorrei essere padre di una buona idea” e so che non smetterò di cercarla.

Forse vi siete persi tra gli scavi di questi miei “lavori in corso”, o forse avete cambiato direttamente strada per evitarli, ma rifugiarmi qui nelle parole è la mia cura quando questo vivere in bilico, cercando di non cadere, esaurisce le energie che ho. Parole, note, frammenti immortalati in uno scatto mi fanno sembrare questa vita meno cattiva. In fondo cercare di dare una forma al nostro sentire vuol dire vederlo al di fuori di noi e “io sto bene quando sto lontano da me”.

Credits e piccola playlist “Hope”

“Andrà tutto bene” – Levante

“possiamo scegliere il futuro che desideriamo, che siamo la differenza sottile tra vivere e sopravvivere” – Jacopo Ratini

“tanto vale farlo uguale, dicono non cambia niente, così non è” – Ermal Meta

“cado contro un mostro più grande di me” – Fabrizio Moro

“in lontananza il cielo è rosa, qualcosa cambia” – Daniele Silvestri

“se ci provi riuscirai” – Ermal Meta

“arriverà il momento anche per noi che non saremo stanchi di essere noi stessi. Arriverà la gioia di ogni ricompensa perché la sorte gira dove c’è speranza e voglia di cambiare con il sorriso in faccia” –  Jacopo Ratini

“adesso è tutto ciò che abbiamo” – Diodato

“c’è ancora la voglia di farcela, di buttare in aria ogni malinconia sperando che ritorni indietro sotto forma di fantasia” – Gazzelle

“vorrei essere padre di una buona idea” – Niccolò Fabi

“io sto bene quando sto lontano da me” – Niccolò Fabi

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