La terra sotto i piedi: la reazione testarda di Daniele Silvestri

Oggi vi parlo de La terra sotto i piedi, il nono figlio (come ama chiamarlo lui) di Daniele Silvestri. Siamo di fronte ad un artista che ho sempre apprezzato per estro e coerenza ma ho iniziato a seguire, in maniera più partecipe, solo una manciata di anni fa.

Sono passati 3 anni dall’ultimo album e il funambolo di Acrobati nel mondo ci è rifinito dentro. Cambiando punto di vista niente gli sembra più così ben organizzato. In copertina al posto del filo c’è uno spicchio di terra a metà strada tra cielo e mare, tra speranza e voragine. 

20190509_013144_0000.png

Sfogliando il booklet la cosa che balza all’occhio è l’aria di famiglia che si respira, le foto che lo compongono sono quelle dei musicisti che hanno collaborato al disco (ciascuno accanto al brano di cui è coautore di testo o musica). Nel mezzo incontriamo due pagine che sono un collage di vita, momenti trascorsi insieme ad amici e collaboratori, quelli di sempre. Una volta iniziata la musica, tra un brano e l’altro, ci si ritrova in una sala prove a disquisire di accordi ma anche spettatori di uno dei retroscena della registrazione del disco. La sensazione è che dentro questo album vivano le anime di tutti i musicisti che sono stati parte attiva nella sua realizzazione e che ognuno lo senta anche un po’ figlio suo, proprio come accade in una famiglia.

Entrando in punta di piedi tra le note, è palese la ricerca di suoni contemporanei in grado di interpretare e tradurre in musica il racconto verbale. Tanti linguaggi musicali differenti e l’urgenza, probabilmente, di comunicare anche a quella generazione che ha in mano le chiavi di un futuro in equilibrio precario, lasciandole l’esperienza accumulata in 25 anni di musica e vita. La parte musicale è sicuramente protagonista, lo sottolineano le lunghe intro e le code strumentali, come l’incredibile sax di James Senese sul finale di Rame. La terra sotto i piedi credo sia la dimostrazione di come si possa ancora creare e sperimentare, divertirsi e mettersi alla prova senza abbassare l’asticella.

Passando ai contenuti mi sento di dire che l’amore e il tempo siano i protagonisti sottesi dell’album. Amore perché amorevole e innamorato è lo sguardo con cui viene vista ogni singola sfumatura. Solo chi ama viene colpito e soffre, riflette sugli errori commessi, si fa domande, cerca risposte e soluzioni. Se l’amore è il motore che muove ogni cosa, il tempo è l’orologio che non si ferma mai, il ticchettio che ci desta dal torpore in cui spesso cadiamo. Aprire gli occhi vuol dire reagire e provare a cambiare le cose.

La terra sotto i piedi è proprio la reazione di un uomo innamorato che si immerge tra gli uomini del suo tempo, in una realtà che sembra aver perso la bussola, la giusta distanza dalle cose, quella che permette di mantenere uno sguardo critico. Un disco in bilico tra urgenza, speranza, preoccupazione, coraggio e nostalgia. Traccia dopo traccia Daniele Silvestri si sofferma, con lucido trasporto, su tanti punti cruciali di questo momento storico con quell’abilità nell’utilizzo delle parole che non l’ha mai abbandonato. Non mancano le invettive nei confronti di un mondo virtuale che detta le regole del gioco e definisce i canoni su cui si appiattiscono personalità in mostra e quella musica campione di streaming e visualizzazioni, ma sempre più vuota di contenuti (Complimenti ignoranti, Tempi modesti, Blitz gerontoiatrico). 

In questo tempo mobile si cala il brano Concime, uno dei migliori del disco, sintesi di nostalgia per un passato lento, in cui lentezza si fa sinonimo di sensatezza, di gesti pensati con attenzione. Un passato fatto di terra, di concretezza ma, allo stesso tempo, di speranze che, se concimate bene, daranno i loro frutti. La velocità non è stata progresso indolore, ammesso che di progresso si possa parlare, perché un rapido spostamento nel tempo e nello spazio fa perdere l’orientamento ed è qui che l’importanza di questa terra sotto i piedi, che dà il titolo al disco, si concretizza. Senza quel terreno su cui essere sicuri di poter ritornare dopo un salto, senza le nostre radici, senza certezze, c’è solo smarrimento.

Rame, Prima che, L’ultimo desiderio e La cosa giusta spostano il fuoco sui rapporti personali e, come un po’ tutte le tracce del disco, ci indicano che la strada per salvare quel che di buono ancora resiste dei rapporti, che si tratti di una storia d’amore o del tessuto sociale, è proprio la cura.

Qualcosa cambia si spinge oltre la possibilità di recuperare il momento presente, racconta la speranza, a tratti certezza, che insieme si possa resistere, si possano cambiare le cose, affrontare le difficoltà e trarne forza. C’è la voglia di credere che chi verrà dopo sarà più intelligente di chi ha tracciato quelle linee che sembravano perfette ma nascondevano storture.

Questo album si apre con le parole di speranza di Qualcosa cambia e si chiude con Il principe di fango, un manifesto lieto fine, quello che forse è possibile trovare anche nelle cose che più ci spaventano, affrontandole con coraggio. Nel mezzo ancora un punto di vista positivo con il brano dedicato al Capitano Francesco Totti che con la sua storia ha saputo conquistare gli uomini, indipendentemente dalla fede calcistica. Una storia unica, ma comune, che racconta un successo raggiunto passando anche attraverso sacrifici e sconfitte, senza mai mollare, guardando sempre avanti con fierezza  (La vita splendida del capitano).

Non credo che la musica possa risolvere i problemi di questo nostro tempo ma ho fiducia che, grazie a dischi come questo, dalla musica si possa ripartire per ricostruire il senso di comunità reale, di umanità, di condivisione perché in lontananza il cielo è rosa, qualcosa cambia.

Credits: Qualcosa cambia – Testo DS, Musica DS e Daniele Tortora, Argento vivo – Testo DS, Rancore e Manuel Agnelli, Musica DS e Fabio Rondanini, La cosa giusta – Testo e Musica DS, Complimenti ignoranti – Testo e Musica DS, Tutti matti – Testo DS, Musica DS e Duilio Galioto, Concime – Testo DS, Musica DS e Sebastiano De Gennaro, Scusate se non piango – Testo DS, Musica DS e Enrico Gabrielli, Prima che – Testo DS, Musica DS e Daniele Fiaschi, Blitz gerontoiatrico – testo e musica DS, La vita splendida del capitano – Testo e Musica DS, Rame – Testo DS, Musica DS e Gabriele Lazzarotti, Tempi modesti – Testo DS e Davide Shorty, Musica DS, L’ultimo desiderio – Testo DS, Musica DS e Marco Santoro, Il Principe di fango – Testo e Musica DS.

Se non l’avete ancora ascoltato, è il momento di farlo

Se invece volete farvi un’idea di questi 25 anni di musica di Daniele Silvestri vi lascio la playlist con i pezzi che preferisco del suo repertorio

 

Qui trovate la tracklist con le frasi che preferisco per ogni brano

Qualcosa cambia – “Ricordati dei giorni più difficili, fanne tesoro e poi fanne coriandoli e ridi lanciandoli ritorneranno come è logico gli ostacoli saranno altissimi inamovibili e invece questo è il bello gli andremo incontro e cresceremo scavalcandoli”

Argento vivo – “Mentre mio padre mi spiega perché è importante studiare, mentre mia madre annega nelle sue stesse parole, tengo la musica al massimo ancora ma non capiscono un cazzo, no E allora ti dico un trucco per comunicare, trattare il mondo intero come un bambino distratto”

La cosa giusta – “Un inguaribile entusiasta a cosa serve se non vede il mondo che si guasta Io che ti tenevo stretta e tu che nascondevi i lividi sulle tue braccia”

Complimenti ignoranti : “Tu fatti furbo, fatti un video con un gran pezzo di ragazza, ce l’avrai un’amica, una bonazza un po’ svestita tanto quelli qui davanti sono tutti un po’ ignoranti ogni volta che tu canti fanno tanti complimenti a te mica a me” 

Tutti matti : “Nemmeno un popolo vigliacco come questo di cui faccio parte anche io doveva consegnarti un mondo così brutto amore mio e mi vergogno di quest’aria che anche tu respirerai” 

Concime : “Mi manca la terra sotto i piedi, un solido riferimento in basso da cui attingere conforto anche quando non lo vedi, la base da cui puoi spiccare un salto sapendo che al ritorno la ritrovi. Mi manca molto più del desiderio di scoprire mondi nuovi, la terra sotto i piedi”

Scusate se non piango : “Mi sono innamorato non posso farci niente se mi sono innamorato e ho perso tutte le ambizioni non ci sono soluzioni amici siate buoni sono impreparato, impreparato si, ma innamorato” 

Prima che : “Ma se potessimo scappare dall’idea che avrò di te e riprenderci le mani con la voglia di tenerle il più possibile, se riuscissimo a trovare ancora quell’ingenuità che ti fa sentire a casa anche non avendola” 

Blitz gerontoiatrico : “Non penserai che sia colpito dal saperti stupefatto. Il fatto è che puoi fare molto meglio di così se alzi il livello del discorso, non del THC” 

La vita splendida del capitano : “E invece è proprio sopra la sconfitta che è bello avere questa schiena dritta guardare in faccia il mondo e anche piangendo avere l’aria di chi poi l’ha vinta questa vita splendida” 

Rame : “E invece pensa se tutto il tempo perso per rinfacciarsi qualche errore e discuterne per ore fosse stato messo via con un po’ di fantasia come spiccioli di rame in un apposito forziere” 

Tempi modesti : “E tanto a te cosa interessa? Tu guardami e basta, ignora chi protesta, fai solo un cenno con la testa, alza il volume della festa e quando serve una risposta, ammesso mai che sia richiesta, non serve neanche che sia giusta, come non serve che sia onesta, basta che sia sempre la stessa, e tu ripetila ogni volta e tanto a te cosa interessa se per la gente che ti ascolta puoi dire quello che vuoi “

L’ultimo desiderio : “Giurami che niente è perso giurami che è ancora uguale tutto anche se diverso e giura che mi guarderai… lo stesso”

Il principe di fango (solo un lieto fine) : “Quel buco che hai nel petto che cerchi di coprire un giorno ti prometto, mi ci lascerò inghiottire e troverò là dentro, nascosto molto bene dietro a al Principe di fango, Un lieto fine Un lieto fine” 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: