Ermal Meta al Forum di Assago: un compleanno fatto di musica e condivisione.

Quella di ieri è stata una festa di compleanno e la chiusura di un percorso lungo tre anni ma partito in realtà molto prima in una Bari che, come lo stesso Ermal Meta ha più volte detto,  gli ha insegnato ad aspettare. Un viaggio iniziato in gruppo, con una band in particolare, La fame di Camilla, che in quegli anni di attesa, la stessa che ha dato il titolo al loro ultimo album, ha regalato ad Ermal Meta chilometri, palchi e musica, quella che sembrava non decollare mai ma ha alimentato quel fuoco negli occhi che carbonizza i pensieri e accende i sogni. Anni che sono confluiti in un bagaglio di esperienza, sempre più rara oggi, che lo ha reso la persona e il musicista che è.

Dopo l’attesa è arrivato per Ermal Meta il momento dell’inizio, quello con un nome e un cognome, il suo, e con una musica che ha raggiunto orecchie e cuori di un branco di lupi che si sono ritrovati insieme a diffidare di quel “Gran Finale” spesso promesso  perché quello che conta è qualcosa per cui una fine non c’è. Tutto è iniziato proprio con quelle favole ma è andato avanti verso un’altra meta, intercettando lungo il suo cammino tutte le anime ferite ma pronte a cambiare le proprie stelle. E’ stato così che Vietato morire è risuonato come un mantra e ha fatto incetta di altri lupi e poi, altri ancora, si sono aggiunti gridando Non mi avete fatto niente perché la verità è che Ermal Meta sa mettere in musica le parole che non riusciamo a dire.

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Ieri sotto quel palco c’erano, fisicamente e virtualmente, tutte le anime affini incontrate da Ermal  in questi tre anni di musica. Un Forum di Assago pronto a stringerlo in un grande abbraccio, come un cerchio, quello che si è chiuso,  ma che è solo una parte del suo infinito e l’infinito ha tutto tranne che fine.

Una grande festa, un’esplosione di suoni, luci, colori, immagini e vita, 29 brani per circa 140 minuti di musica in una scaletta che credo non abbia scontentato nessuno. Assenti giustificati i brani de La fame di Camilla ma questi tre anni, in fondo, hanno segnato la consacrazione di una carriera solista e i tre dischi firmati Ermal Meta c’erano tutti. Mancavano solo 4 brani sacrificati in favore dei due nuovi singoli Ercole e Un’altra volta da rischiare (interpretato con J-Ax), di Straordinario, che in questa occasione proprio non poteva mancare (in fondo sono stati forse gli anni più duri ma anche i migliori), e di uno spazio lasciato a chi è all’inizio della sua strada, Andrea Vigentini, a cui Ermal Meta ha generosamente consegnato il palco e una vasta platea in pieno fermento pronta a cantare Come andrà a finire.

L’apertura del concerto, anche in questa occasione è stata affidata al giovane e promettente Cordio che, negli ultimi due anni, ci ha regalato pillole di un cantautorato, che non ha nulla da invidiare ai nomi blasonati, e un animo di rara bellezza che è visibile nonostante le luci soffuse di un palco.

La fine della serata è stata quello che non m’aspettavo ma che forse in fondo ci speravo, un brindisi con tante bollicine, a questo mi hanno fatto pensare quei palloni giganti che hanno invaso palco e parterre. Dopo un concerto si sa brindiamo insieme alla vita perché potrebbe essere questa la migliore mai avuta.

Come ogni volta tante emozioni, sorrisi, lacrime, sguardi complici, sopra e sotto il palco, ricordi di km e di altri palchi, di amicizie nate proprio inseguendo un sogno, rischiando un’altra volta ancora e, se paragonate a tutto questo, le migliaia di grazie che hanno coperto il Forum di Assago sono veramente niente.

Ieri sera, una band strepitosa composta da 7 musicisti (Emiliano Bassi, Luca Brizzi, Marco Montanari, Roberto Pace,  Simone Pavia, Dino Rubini, Andrea Vigentini) che hanno dato forma ad un sogno, i fantastici GnuQuartet (Stefano Cabrera, Roberto Izzo, Francesca Rapetti, Raffaele Rebaudengo) che trasformano in magia tutto ciò che suonano, un disegno luci da brividi, una grafica in grado di amplificare emozioni già forti con suggestioni visive sempre centrate, un Ermal Meta incredibilmente dentro ogni brano, felice, divertito e, soprattutto, grato, hanno reso unico un concerto che è stato, come prometteva, una grande festa.

Oggi i riflettori si sono spenti ma i nostri cuori resteranno accesi fino al prossimo palco, non importa tra quanto, anche noi impareremo ad aspettare, perché alla fine ciò che conta è l’amore che ci resta e, quello, non va mai in pausa.

Vi lascio qui la playlist con la scaletta se volete tornare indietro

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