Ermal Meta a teatro: un ricordo senza origine

Il 30 Gennaio, con la data zero del tour teatrale di Ermal Meta assieme ai musicisti dello GnuQuartet, è iniziato un periodo in cui sono stata più volte combattuta tra fame di bellezza e voglia di sorpresa. In alcune occasioni ha prevalso la fame, in altre ho saputo preservare il momento in cui tutta quella bellezza si sarebbe concretizzata davanti ai miei occhi. Quel momento è arrivato ieri, data in cui il tour ha fatto tappa a Roma nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium Parco della Musica.

Una sala già gremita ha accolto il giovane e talentuoso cantautore Cordio accompagnato da Matteo Fornasari (percussioni) e Davorio (chitarra). Un opening act di livello, denso di emozioni, degna premessa di quel che sarebbe arrivato.

Partendo da una certezza rappresentata dalla produzione musicale di Ermal Meta, vi racconto tutto il resto.

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Alle 21.15 circa è iniziata una vera e propria full immersion in una dimensione altra fatta di incanto e suggestione. Una perfetta commistione di musica, voce e disegno luci ha regalato al pubblico uno spettacolo di rara bellezza.

Una scaletta che ha saputo miscelare brani intensi, perfetti per un arrangiamento in chiave acustica (Quello che ci resta, Piccola Anima, Le luci di Roma, Schegge) a brani ritmati, in alcuni casi elettronici o percussivi, straordinariamente trasformati e resi perfettamente credibili nelle loro nuove vesti. Nello specifico credo che i risultati più sorprendenti siano stati Molto bene, molto male e Dall’alba al tramonto, notevoli anche i nuovi abiti musicali di Vietato Morire e Non mi avete fatto niente. Dedico una menzione speciale al riuscitissimo mashup Bob Marley/Billie Jean che ha reso possibile l’incontro, in un perfetto continuum musicale, del famosissimo brano di Michael Jackson con quello di  Ermal Meta.

Le sonorità degli GnuQuartet hanno aggiunto bellezza ai brani, rendendoli nuovi e più incisivi, hanno dato modo di estrarne nuova linfa, scoprendone potenzialità nascoste, un esempio di come si possa aggiungere sottraendo.  Francesca Rapetti al flauto, Roberto Izzo al violino, Raffaele Rebaudengo alla viola e Stefano Cabrera al violoncello hanno arrangiato ed eseguito magistralmente ogni nota dei brani in scaletta. Cuore e tecnica si sono incontrati in questi quattro musicisti, la preziosa voce di Ermal Meta ha fatto il resto, un timbro riconoscibile ma capace di mutare diventando, a volte parte della melodia, a volte punto di forza dell’esecuzione.

Musicista e cantautore di livello, Ermal Meta si è confermato anche un ottimo interprete, le due cover eseguite ieri, Unintended dei Muse e Amara terra mia di Domenico Modugno, hanno probabilmente rappresentato due tra i momenti più intensi dello spettacolo.

Anche un ospite, o meglio un amico, ha fatto incursione ieri regalando uno dei suoi più grandi successi, parlo di Antonello Venditti e della sua Roma Capoccia che tutto il pubblico ha cantato con entusiasmo.

Non sono mancati, come in ogni concerto di Ermal Meta, i momenti di chiacchiera, le risate e la complicità che caratterizza il rapporto con il suo pubblico.

La vera protagonista è stata senza dubbio la musica, quella che da sola si basta, quella  coraggiosa che decide di rinunciare al trucco per essere solo magia. Ognuno di noi avrebbe potuto ascoltare il concerto ad occhi chiusi e sarebbe tornato comunque a casa più ricco, il nutrimento per l’anima era tutto lì in musica e parole. Quando però si allestisce uno spettacolo a tutto tondo, e questo è il caso, c’è godimento anche per gli occhi. Un disegno luci, capace di amplificare e sottolineare sia momenti ritmici che  intimi, ha accompagnato le note in ogni loro sfumatura, contribuendo all’immersione del pubblico in una dimensione onirica mai uguale a se stessa. Per questo voglio  ringraziare Nicola Costamagna che ha curato le luci di questo tour con semplicità ed efficacia, uno spettacolo nello spettacolo. Un altro ringraziamento va a tutto lo staff tecnico perché quando qualcosa funziona, ha funzionato la squadra.

Ermal Meta con questo concerto ha confermato la sua indole coraggiosa di artista che ama cambiare e rischiare, sperimentare senza però lasciare nulla al caso. Credo che questo sia il suo punto di forza assieme al suo talento e alla passione che mette in quel che fa.

Il tour andrà avanti fino al  25 Marzo e, se ancora non l’avete fatto, vi consiglio di andare, non ve ne pentirete di sicuro, qui i pochi biglietti ancora disponibili.

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