Il cuore di Diodato batte sul palco del Monk

Oggi vi parlo di Diodato, un artista che ha alle spalle una storia fatta di gavetta, perseveranza e tanto talento che gli ha permesso, negli anni, di costruirsi un pubblico, anche se non vastissimo, eterogeneo e affezionato.

Diodato è interprete ma, soprattutto, musicista e autore notevole capace di fondere il cantautorato della migliore scuola e il rock di matrice straniera.

SAM_3363Ieri sera Diodato si è esibito live al Monk di Roma mostrando il suo talento, la sua padronanza scenica e le sue doti vocali che gli permettono di adattarsi facilmente alle diverse atmosfere dei brani passando dal graffiato al falsetto.

Sin dall’inizio l’impronta della serata è stata chiara: avremmo assistito ad un concerto rock fatto di distorsioni, riverberi e suoni graffiati.

Il live inizia, dopo una lunga attesa, con tre pezzi, tratti dal primo album, che ci catapultano immediatamente in un vortice fatto di musica e sentimenti forti, perché Diodato non racconta storie, sviscera emozioni e sensazioni, e la veste rock della serata non fa che amplificare la caratteristica della sua penna.

Arrivano “Paralisi” e “Fiori Immaginari”, due dei pezzi più intensi del suo ultimo album, che lasciano, poco dopo, spazio alla splendida interpretazione di “Amore che vieni amore che vai” di De Andrè, anche questa incredibilmente in tinta con i suoni forti della serata.

Il concerto arriva nel vivo, siamo già tutti parte della stessa scena, Diodato ci sfida in un botta e risposta su diversi brani, arrivano  “La verità”, uno dei pezzi più rock, e il brano sanremese “Adesso” in una versione che convince, decolla facilmente ed entusiasma nonostante l’assenza della tromba di Roy Paci. Sulle note della bellissima “Di questa felicità” Diodato saluta e ringrazia ma, senza farsi attendere troppo, torna sul palco imbracciando la sua fedele Laky per un inizio acustico di “Babilonia” a cui si aggiunge, poco dopo, anche la sua super band (come la chiama lui) e il concerto arriva alla conclusione con una strepitosa “Cretino che sei” con Diodato che canta e balla in platea insieme a chi almeno una volta nella vita si è sentito un cretino per essere cascato di nuovo in qualcosa che aveva giurato di non fare più. Quello che lo circonda è un abbraccio cercato, capace di contenere e riassumere tutte le emozioni e la forza di una serata che ha velocemente abbattuto il confine tra palco e platea.

In una scaletta essenziale, senza fronzoli, con 17 pezzi suonati senza troppe parole, Diodato ci tiene però a introdurre qualche brano e a raccontare il suo rapporto speciale con la città, che per 16 anni è stata la sua casa. Le parole arrivano soprattutto alla fine per i ringraziamenti alla sua nuova band ma anche ai musicisti che lo hanno accompagnato nei tour precedenti e che sono per lui famiglia, allo staff tecnico, al locale, alla casa discografica, al management ma, soprattutto, Diodato ringrazia una sala gremita di persone che lo applaudono permettendogli di realizzare un sogno, è così che con un gesto simbolico, quanto forte, si strappa il cuore dal petto e lo lancia in platea. Un cuore che è suo ma di tutti quelli che lo ascoltano e lo sostengono permettendo alla musica non preconfezionata di vivere e continuare la sua strada verso palchi, speriamo, sempre più grandi.

Scaletta del concerto: I miei demoni – Mi fai morire – Ubriaco – Paralisi – Fiori Immaginari – Ma che vuoi – Amore che vieni, amore che vai – Cosa siamo diventati – Guai -Mi si scioglie la bocca – La verità – Un po’ più facile – Adesso – Di questa felicità ——- BIS: Babilonia – Se solo avessi un altro – Cretino che sei.

Se vi ho incuriosito un po’ sappiate  che l’Adesso Tour Club di Diodato continua ancora per un po’: 13 Aprile Molfetta, 14 Aprile Matera, 19 Aprile Digione, 20 Aprile Parigi, 21 Aprile Bruxelles, 22 Aprile Amsterdam, 23 Aprile Francoforte, 27 Aprile Santa Maria a Vico (CE), 28 Aprile Sapri (SA), 12 Maggio Catania.

Diodato è anche uno dei direttori artistici, insieme a Roy Paci e Michele Riondino, di Uno Maggio Taranto libero e pensante, una manifestazione organizzata da cittadini e lavoratori che utilizza la musica per veicolare un messaggio forte: non essere più costretti a scegliere tra salute e lavoro. Per saperne di più e per sostenere l’iniziativa potete visitare il sito liberiepensanti.it 

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