Storia di un sogno fatto di cuore e musica

Pasqua deriva dal greco pascha e significa “passare oltre” simboleggia il passaggio dal buio alla luce, dalla schiavitù alla libertà, dalla morte alla rinascita.

La Pasqua è, a mio avviso, una festività che celebra l’altruismo, l’essere umani prima che uomini; per questo motivo penso sia il giorno più adatto, a prescindere dal credo, per chiederci se stiamo andando nella direzione giusta. Io, in questa settimana, non ho potuto fare a meno di chiedermelo in riferimento a me stessa ma anche, in senso più lato, guardando al momento storico in cui viviamo. Mi è capitato di leggere frasi che mi hanno fatto riflettere su quanto essere una brava persona (nel senso più semplice e comune del termine) sia considerato un fatto straordinario, così come sono considerate qualità straordinarie generosità e gentilezza.

l'amore che ci resta

Per fortuna a volte le cose belle viaggiano e la musica spesso funge da tramite, da collante tra la gente, traccia percorsi inaspettati e unisce fili che altrimenti non avremmo neanche visto.

La storia che vi racconto oggi parla di umanità, di passaggio, di rinascita e di musica, è la storia di un ragazzo che attraversa il confine tra due terre, un confine fatto di mare, quello che porta speranza. Al di là del mare questo ragazzo trova una vita nuova ad attenderlo, ma anche tutta l’incertezza e la paura che le cose che non conosciamo si portano dietro. Attorno a lui c’è però l’amore di una famiglia, quell’amore che ti fa capire di non essere mai solo e che, comunque vada, ce la farai.

In questa nuova terra la sua vita pian piano intravede la direzione da prendere, ora sa qual è il sogno che non vuole tenere chiuso in un cassetto e inizia a lavorare affinché quel cassetto possa aprirsi.

Quello che gli altri ragazzi vedrebbero come un sacrificio, per lui non lo è, stare a casa con una chitarra, scrivere e suonare per lui è gioia, sa che è questo quello che vuole fare nella sua vita e se sogni forte non senti il peso del sacrificio.

Nota dopo nota, anno dopo anno, quel sogno prende lentamente forma, si fa musica e cerca di uscire prepotentemente, non solo dal cassetto, cerca di superare confini, abbattere muri, riaprire porte chiuse, in parte ci riesce, in parte no, ma lui non desiste continua a lavorarci e a lavorare per renderlo più forte ancora.

Porta dopo porta, nota dopo nota, volto dopo volto, finalmente il sogno si fa realtà ed esplode forse come neanche lui immaginava, le porte improvvisamente si aprono, le note si amplificano, i volti si centuplicano e tutto assume dimensioni enormi ed inaspettate.

Nel mentre il nostro ragazzo è diventato un uomo e potrebbe dormire sonni tranquilli, il suo sogno ora è realtà, potrebbe fermarsi a raccogliere i frutti di anni e anni di impegno, invece no, lui non si siede a guardare il successo ottenuto, continua a correre tra quelle persone che, giorno dopo giorno, hanno contribuito alla costruzione di quello che ha oggi, ma anche tra quelle che non credono più nei sogni, che hanno perso la speranza o non hanno mai trovato il coraggio di avere un sogno.

A queste persone racconta la sua storia che inizia dove tutto sembra finito per ripartire di nuovo più forte, a loro insegna a cosa servono le cicatrici, insegna a togliersi lo scudo che le difende dagli altri, che l’isolamento non è la soluzione ma l’unico riparo possibile è l’amore.

La realizzazione di questo bel sogno non lo ha cambiato, lo ha reso però orgoglioso del sudore versato, degli inciampi lungo la strada, felice e grato per l’amore incontrato lungo il percorso, quell’amore che ha fatto suo e ha potuto riversare nella sua musica perché prendere e dare amore è l’unica possibilità che abbiamo per vivere.

Dall’avventura di questo ragazzo possiamo imparare che i confini e gli ostacoli esistono là dove ci ostiniamo a vederli ed alzarli, la verità è che abitiamo tutti la stessa terra, i vantaggi possono rivelarsi svantaggi e i difetti pregi, semplicemente nessuno è migliore, siamo solo diversamente umani.

Vi ho raccontato a parole mie la storia  di chi ha scelto di mettere cuore nella musica,  oltre che talento, di chi ha scelto come armi gli abbracci per ricordarci che, a prescindere da tutto, siamo umani e dall’umanità dovremmo ripartire.

Il nostro protagonista non vuole essere ringraziato, è lui a ringraziare gli altri, io quindi non lo farò, semplicemente continuerò ad ascoltare quella musica che ha fatto tornare a sorridere i miei occhi e mi ha fatto trovare un po’ di coraggio, lo farò insieme alle persone che ho incontrato su questo percorso con le quali ora non condivido solo palchi e musica ma un pezzetto di vita.

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