Nel caos di stanze stupefacenti – Un viaggio tra i mille volti di Levante

In questa giornata di sole vi racconto “Nel caos di stanze stupefacenti” di Levante, un disco uscito circa un anno fa ma arrivato a casa mia solo da qualche settimana… “Meglio tardi che mai”.

Mi sono avvicinata a Levante come cantautrice proprio quando è uscito questo album, un po’ incuriosita, un po’ diffidente, ma canzone dopo canzone la sua musica non solo mi ha convinta, mi ha proprio conquistata.

dav

Levante non utilizza troppi giri di parole, è schietta e va dritta al punto, racconta quello che tutti, ma forse in particolare le donne, vorrebbero avere il coraggio di urlare e lo fa con una grinta tale che non puoi far finta di niente.

Attenzione, in questo caso schiettezza non è sinonimo di banalità, i suoi testi sono tutt’altro che banali, ogni parola ha un suo peso specifico nel contesto in cui è inserita ed assume forza proprio per questo, i testi trasudano vita, quella della confusione, dei mille pensieri che affollano la testa in ogni momento, degli alti e bassi quotidiani, del resto “la vita va così un giorno tocchi il cielo e l’altro già nel cesso”.

La musica di Nel caos di stanze stupefacenti arriva anche lei forte e chiara, impossibile da schivare, è l’esatta riproduzione del Caos descritto a parole che Levante ha saputo tradurre con tutti i mezzi a sua disposizione dalle batterie prepotenti al piano lieve fino ad arrivare alla sua voce che diventa un vero e proprio strumento abilmente dosato e modulato così da adattarsi ad ogni atmosfera.

Il giusto connubio di musica e parole fa si che questo disco ti trascini in un vortice che inevitabilmente ti farà fare ritorno alla realtà, se non più forte, almeno con la voglia di cercare questa forza, che esiste da qualche parte, e utilizzarla per urlare a tutti “Ci sono anch’io con le mie mille me”.

Levante con il suo Caos arriva così forte perché la verità è che siamo sempre tutti in un perenne caos che cerchiamo, inutilmente, di organizzare, forse la soluzione è proprio lasciarlo scorrere e troverà da solo la sua direzione, anche Arthur Schnitzler lo diceva “L’ordine è qualcosa di artificioso; il naturale è il caos”

Credo che ognuno di voi abbia già canticchiato, almeno una volta “Non me ne frega niente” o “Pezzo di me” magari senza sapere che fosse di Levante, in ogni caso potete ascoltare o riascoltare qui “Nel caos di stanze stupefacenti” e magari buttare un occhio ai suoi lavori precedenti, un po’ diversi ma altrettanto belli.

Com’è consuetudine vi lascio per ogni brano la frase per me più significativa:

Caos (preludio)“Mi si legge in fronte il caos che ho dentro si sente forte il caos che ho dentro”
1996 La stagione del rumore“Un sogno che era grande è diventato grandine caduti al suolo come quella rondine in questo cuore c’è disordine”
Io ti maledico“Che sia il giorno o la notte, un dolore dal niente, possa tornarti indietro questo mancato incontro, che sia lieve o feroce quando aspetti l’amore possa tardare a lungo, sentirai la mia voce”
Non me ne frega niente“je suis Paris Madame ma in piazza scendo solo per il cane non mi vogliate male ho sempre poco tempo per lottare senza il modem”
IO ero io“Ai sospiri addio saprò dirlo io, voltati e in un attimo sarò scomparsa via tra le pieghe del tuo cuore senza più paure”
Gesù Cristo sono io“Gesù Cristo sono io per le menzogne che ti ho perdonato e le preghiere fuori dalla porta per il mio sacro tempio abbandonato”
Diamante “Oltre i sogni infranti di chi ha perso tanto troverai il tuo posto diverrai diamante”
Pezzo di me (feat. Max Gazzè) “Un giorno qualunque mi ricorderò di dimenticarti dentro a un cestino”
Santa Rosalia“Dormi tu, dormi tu con il rosa o con il blu che colori sceglierai per dipingere il mondo non curarti di chi poi di ferire ha bisogno”
Le mie mille me“Resto spesso al tuo cospetto a chiedermi il prezzo da pagare per difendermi dalle opposizioni delle mie metà, stare in equilibrio dentro la realtà. Vagare nella notte senza mai trovare sonno”
Sentivo le ali“Esco dai labirinti forse è il tempo degli istinti, estinti prima di essere esistiti mai mai. Riesco ad andare avanti senza il peso dei rimpianti so camminare a un palmo da te ora”
Di tua bontà“E non respiro mai oltre il confine dei tuoi occhi, la realtà soffia fino a spegnermi e il nero prende forma, il senno perde il sonno, inciampo sui miei sbagli e torno a ricercarti”

Buon ascolto

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: