Bi4nco e il suo Qu4ttro – punto di arrivo e ripartenza

Bianco è un cantautore torinese, l’ho scoperto un paio di anni fa grazie a Niccolò Fabi che, per il tour Una somma di piccole cose, scelse Bianco e la sua band come compagni di viaggio, un viaggio che ogni sera vedeva lo stesso Niccolò Fabi mettersi da parte per lasciare spazio a Bianco e alla sua musica.

Dopo aver ascoltato live Aeroplano decisi di andare a vederlo al Lian Club in una sera d’estate e Bianco mi piacque subito, la sua musica è fresca, piena di vita e mai banale.

Da qui la voglia di conoscerlo meglio, iniziai da Guardare per aria, ultimo lavoro e anche l’unico in commercio, per poi non poter fare a meno di mettermi alla ricerca degli altri due – Nostalgina e Storia del Futuro – e faticosamente trovarli. In questi tre cd si assiste ad un percorso musicale in crescita, mai uguale a se stesso ma con un tratto distintivo: l’autenticità.

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Oggi voglio parlarvi di Qu4ttro il suo quarto disco e ancora diverso dagli altri, qui Bianco sembra lasciare che la musica prenda il sopravvento sulle parole che, invece, vivono sull’onda di ritmi e atmosfere sempre diverse. Il punto di forza di Qu4ttro forse è proprio questo primeggiare della musica che al contrario delle parole, non chiede il permesso, si fa strada senza che possiamo farci nulla.

Non si può parlare di Qu4ttro senza menzionare chi ne è parte integrante insieme a Bianco, ossia i musicisti e amici che hanno reso possibile questa magia, un collettivo di suoni condivisi che danno vita e movimento a storie e personaggi: Filippo Cornaglia, Damir Nefat, Matteo Giai, Marco Benz Gentile.

11 tracce per raccontare momenti della vita che, inevitabilmente, arrivano e bisogna farci i conti, il tempo passa e capita che non siamo pronti, non abbiamo le risposte, non è più il momento di guardare per aria ma avanti in cerca di quella direzione che ancora non abbiamo trovato o che non ci è chiara ma di sicuro ci sono tutte le responsabilità che essere grandi implica.

In Qu4ttro Bianco ci racconta storie della sua Torino, di amicizia, di amore, di responsabilità e strade da percorrere a piedi camminando, prendendo un po’ di distanza da sé anche se, ma, a volte, spostare l’attenzione sugli altri è solo un modo diverso per capire meglio quello che siamo.

Per me questo disco è stato un viaggio dentro paure che faccio fatica a non vedere ma, al tempo stesso, a superare per andare oltre, perché Qu4ttro ti entra dentro senza che tu te ne accorga, le parti strumentali, su tutte la scia incredibile di Organo amante, arrivano dritte allo stomaco e al cuore, inaspettate.

Anche per Bianco vi lascio una frase per me significativa per ogni traccia e non posso che invitarvi all’ascolto.

30-40-50“la continua ricerca di cose di cui innamorarci, parole con cui spiegarci scorrendo col dito l’infinito, dimostrando a noi stessi di aver capito nulla di come trascorrere il tempo, di vivere pensando non c’è nulla di più grande di un campo tra i tuoi piedi e l’orizzonte”

Felice  “Mi piacerebbe esistere ma non tutti i giorni, saltare le puntate e tutti i momenti morti, leggere l’oroscopo di Brezsny e capirlo, veder passare il tempo e nemmeno sentirlo”

In un attimo “In un attimo passerà tutto, le crisi servono a pensare, in un attimo passerà tutto, la soluzione è camminare”

Fiat“Forse il bello della vita è che va tutto il contrario”

La persona innamorata“Ti prego dimmi che non era vero che ci siamo solo sognati, vorrei lasciarti dentro quelle notti nei risvegli degli occhi salati”

Ultimo chilometro“io lo devo ammettere ma non riesco a sopportare chi gioca coi megafoni e dice cose piccole ma non me ne ero accorto ma anche l’alba assomiglia al tramonto, il tempo resta il limite più grande”

Punk Rock con le ali“A te piace volare sempre da un’altra parte e fermarti solo per bere, a te piace stare da un’altra parte e ti dimentichi che mi vuoi bene”

Tutti gli uomini“Perché non te vai da questa merda di posto dicevano gli amici di sempre ,un pazzo come te lo pagherebbero oro, ma Roberto non credeva più a niente”

Padre“Adesso tocca a te aspettare la neve, riconoscere i venti che scompiglieranno i suoi capelli, occupare tutto il cielo con lo sguardo di chi ha vinto tutto davvero”

Filastrocca sui tetti di Ortigia“Guardo e riguardo un cane il bene che vuole al padrone non dipende dal tempo che stanno insieme in vacanza, mi assomiglia un po’ “

Organo amante“Tu il mio organo amante la prima onda dopo la piatta ti emoziona anche se te l’aspetti, un sorriso ad un funerale e si riparte da qui”

Se non l’avete fatto, ascoltate Qu4ttro

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