Secondo me – il racconto verista di Mirkoeilcane

Oggi vi parlo di Mirkoeilcane, cantautore che ho ascoltato per la prima volta nel corso della finale di Musicultura 2017, edizione poi vinta proprio da lui.

Per fortuna”, il pezzo che lo ha incoronato vincitore, mi ha colpito perché racconta in chiave ironica, ma al tempo stesso amara, il rapporto che abbiamo con la tecnologia e tutto quello che quest’ultima ha portato nelle nostre giornate, dai social network ai molteplici dispositivi passando per i giochi online.

Da Musicultura al Festival di Sanremo il passo è breve così torno a sentir parlare di lui e decido di andare ad ascoltarlo live a metà gennaio, prima che finisca nel frullatore sanremese.

Il posto è il Foodie Bistrot a Roma, uno di quei luoghi in cui mai avrei pensato di ascoltare musica dal vivo, invece sbagliamo quando pensiamo che la musica abbia dei luoghi migliori di altri, dove c’è qualcuno pronto ad ascoltarla, quello è il posto giusto.

Una serata in cui mi sono avvicinata alla musica di Mirko semplicemente con la curiosità di scoprire il suo mondo e questo mondo mi ha piacevolmente catturato.

Era un primo ascolto, con tutte le difficoltà che un primo ascolto si porta dietro, ma non ho potuto fare a meno di vedere come questo ragazzo entra dentro le cose, le scava fino a trovarne l’anima e portarla in superficie. Un pezzo, tra quelli ascoltati, mi ha lasciato con una lacrima, ma forse sono di parte essendo nata e cresciuta a Roma, “Da qui” racconta una città che solo chi la vive può capire fino in fondo, una città che dà, forse quanto toglie o gli è stato tolto, una città che non puoi lasciar andare.

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Ora Mirkoeilcane è andato oltre il Festival di Sanremo, è tornato a casa con tanti riconoscimenti meritati e con un nuovo disco – Secondo me – che lo racconta, o meglio, racconta il suo sguardo sul mondo, sulle storie di persone che hanno nomi e cognomi (Maria, Mario, Valentina, Alberto) di cui forse riusciamo a vedere anche i volti ma che, in realtà, non sono altro che i volti di ognuno di noi, dei nostri vicini, di chi incrociamo per strada, di tutte le persone che non troverete sui libri di storia ma che sono la storia di questo paese perché ne vivono il tempo.

In molti pezzi – Per fortuna, Epurestestate, Se ne riparla a settembre – l’ironia è la cifra stilistica scelta per alleggerire e, al contempo, sottolineare aspetti non proprio edificanti del nostro vivere. Gli altri brani sono un racconto nudo e crudo di argomenti che non potevano essere rivestiti a festa ma che Mirkoeilcane riesce a trattare con la delicatezza di chi osserva senza giudicare e senza confinare i fatti dentro un’etichetta, un nome che si porterebbe inevitabilmente dietro dei pregiudizi e dei preconcetti.

Mirkoeilcane è un cantautore e come tale racconta i nostri tempi, in lui ritrovo molto del primo Silvestri e soprattutto di alcuni lavori di Simone Cristicchi, e per me questo non può che essere inteso come un pregio.

Ora lasciamo parlare la musica perché la sua merita di arrivare lontano

 

Anche per Secondo me vi lascio le frasi per me più significative di ogni traccia

Epurestestate “La gente qui d’estate fa paura, va in giro in calzoncini e non lavora, si ammassa dentro un centro commerciale, tra i saldi, i passeggini e la puzza di sudore ed ecco un posto in prima fila per l’orrore, davanti a una vetrina e sotto al climatizzatore, alternativa più che valida al dolore di prendere coscienza di una vita sotto il segno del torpore”

Se ne riparla a Settembre “Poi Giugno e l’estate alle porte rendevano forte la mia convinzione che tutto l’amore del mondo tra Luglio ed Agosto va in ferie”

Beatrice“E adesso eccomi qua, quarantott’anni, due figli, una moglie annoiata e una casa fuori città e la mia curiosità è diventata un divano, un lavoro sicuro e la bolletta del gas”

Stiamo tutti bene“stiamo tutti bene non c’è nulla per cui vi dobbiate preoccupare o scomodare”

Per fortuna“Aaaaah che bello domani mi sveglio e che liberazione che mi sa faccio prima ad andare su Marte che andare in pensione e mi offusco i pensieri giocando alla Play, nei momenti più neri mi affido a Real Time”

So’ cantautore“Nun date retta ai cantautori, gente frustrata che dà peso alle canzoni, voi state bene lì dove state, ve meritate er tormentone dell’estate”

Domani Valentina“Domani Valentina parte e non le ho neanche raccontato di quella volta in cui, anche se per un solo istante ho immaginato di fermarla e dirle ” Dove vai? Abbracciami che è più importante, non parlarmi per un anno ma rimani qua. Ti giuro che divento grande se mi dai una mano tu con la felicità”

Da qui “So’ tutti boni a fa i splendidi qui, artro che Roma ladrona, povera Roma ridotta così, come ‘na vecchia puttana”

Gusti“Marco che brutta fine, grande cantautore che accarezza le parole sulla melodia ma poi sotto quel sole di Riccione niente più rivoluzione ora c’è discografia”

Ventuno righe“Morelli Alberto, 50 anni, disoccupato, disperato, vedovo, papà. Nel giorno del mio compleanno, io mi regalo la libertà..”

Sulle spalle di Maria “Nella vita di Maria nessun miracolo ma una splendida bugia che vale mille verità”

Ascoltate qui Secondo me

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