Non Abbiamo Armi – il favoloso mondo di Ermal Meta

Non abbiamo armi, il nuovo disco di Ermal Meta, è tutto quello che aspettavo.

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Ho conosciuto Ermal Meta solo un anno fa, ho ascoltato i suoi due precedenti lavori – Umano e Vietato Morire – con iniziale scetticismo ma con progressivo  coinvolgimento, catturata dalla leggerezza della musica e dal peso delle parole. In questo anno quello che più ho apprezzato di questo artista è la dimensione live in cui tutto quello che interpreta diventa parte di un viaggio straordinario in cui ti ritrovi attore e spettatore al tempo stesso.

Il brano che si era fatto maggiormente strada nel mio cuore fin qui era stato Voce del verbo che ascolterò per mille vite ancora ripetendomi come un mantra “Fare soltanto quello che spaventa, lasciarsi vivere perché è bellezza” .

Parto da Voce del Verbo per arrivare a Non abbiamo armi perché è proprio questo il brano che più si avvicina, con mia infinita gioia, al nuovo disco che reputo il più bello tra quelli pubblicati come solista. Dodici tracce che  mi riportano in quel mondo musicale che sento più vicino senza perdere quella leggerezza, intesa nel senso migliore del termine, che mi ha coinvolto all’inizio. Si, parlo di leggerezza perché arriva un momento nella vita in cui hai bisogno di qualcosa che ti faccia respirare, cantare, ballare, anche se non l’avevi mai fatto, e per me quel momento è arrivato lo scorso anno  e la musica di Ermal Meta l’ha intercettato meglio di qualunque altra cosa.

Non abbiamo armi non ha un genere in cui si può catalogare, perché è musicalmente variegato, ha però un filo sottile che attraversa ogni brano fino a tessere una tela che li ricomprende tutti. Il tempo che scorre, il senso di fine, il cambiamento, l’importanza dei gesti più semplici che ci restituiscono quell’umanità da cui a volte cerchiamo di difenderci. La verità, ed Ermal Meta ce lo ribadisce in più brani, è che non abbiamo armi per difenderci dal mondo se non i nostri sentimenti e, se li ascoltiamo con coraggio, ci porteranno lontano.

Ogni brano è l’istantanea di uno stato d’animo preciso raccontato con la semplicità di chi non ha nulla da nascondere e si mostra senza filtri, scritto a partire da un’esigenza personale che si tramuta in sentire universale.

Non abbiamo armi è un disco pieno di parole che trovano abilmente la loro collocazione nello spazio senza fare rumore, parole utilizzate con estrema abilità affinché suonino in un modo particolare, interpretate con altrettanta maestria (pause, accenti, etc. ) per farle andare in una direzione voluta.

E’ il disco che aspettavo perché c’è tutto, una penna matura, un suono coinvolgente, un’anima profonda e tanta verità, quella che, al di là di tutto, ti arriva dritta al cuore senza che te ne renda conto. Quando nella musica c’è onestà e passione si vede e si sente.

Vi lascio, per finire, le frasi che preferisco di ogni traccia, così per incuriosirvi e, se non avete già premuto play, vi consiglio di farlo. Buon ascolto.

 

Non mi avete fatto niente (con Fabrizio Moro)“Braccia senza mani, facce senza nomi, scambiamoci la pelle, in fondo siamo umani perché la nostra vita non è un punto di vista e non esiste bomba pacifista”

Dall’alba al tramonto“Se ci perdiamo amore saprò che cosa fare perché so quasi sempre da quale parte è il mare e non aver paura di non tornare a casa perché la nostra casa è dove siamo insieme”

9 primavere“Lo sai che sta piovendo perché ci stiamo lasciando altrimenti sai, mica pioveva così tanto. E queste nuvole d’acciaio fanno sparire il cielo, vedrai che tornerà il sereno, domani tornerà sereno”

Non abbiamo armi“Ogni dolore ti è servito e non lo sai a costruire il tuo sorriso, quel bel sorriso che adesso hai”

Io mi innamoro ancora“La musica ci cambia, ci trasforma, non ci abbandona e tu lo sai che io, io mi innamoro ancora”

Le luci di Roma“Volevo dirti che ho sognato di avere molto più tempo per capire fino in fondo la parola ‘accanto’ “

Caro Antonello “Caro Antonello adesso dimmi una cosa perché una canzone spietata appare come una rosa quando è una ferita che scende profonda. Un fiore di cielo con radici di terra”

Il vento della vita“Cadere, rialzarsi e poi sognare, tornare a farsi male è il prezzo da pagare per stare bene”

Amore alcolico“Come te mi sono innammazzato anch’io e vomito poche parole che non hanno senso solo per riuscire a farmi spazio fra i pensieri che si affollano”

Quello che ci resta“Tutto il nostro costruire è una candela accesa fra me e te e bisogna averne cura perché questo mondo la può spegnere”

Molto bene, molto male“Perché non c’è risposta se non ti chiedi mai se quello che fai sarà abbastanza si può cadere, se non provi non sai, non sai chi sei”

Mi salvi chi può“E mi sembra di sbagliare ma è lasciando andare che diventi forte”

Ascoltate qui Non abbiamo armi

 

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